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Nando Gazzolo, è figlio d’arte: il padre Lauro fu un grandissimo doppiatore, che si distinse anche per la straordinaria voce.
Attore radiofonico in giovinezza, esordisce sul palcoscenico con Antonio Gandusio e si afferma al seguito della compagnia Ricci-Magni, recitando Shakespeare.
Successivamente dedica la sua attività quasi esclusivamente al doppiaggio:grazie al timbro davvero unico della sua inconfondibile voce, diventa interprete straordinario di alcuni dei più celebri attori americani, rendendoli cari alla nostra memoria e contribuendo peraltro a far considerare i doppiatori italiani tra i migliori del mondo.
Fin dagli esordi la sua carriera – ben nota al pubblico italiano – è costellata di successi come attore in radio («Tutto il teatro di Italo Svevo»), in teatro (Feydeau; Eliot; Machiavelli; Goldoni; Shakespeare; Pirandello Miller), in televisione (basti citare «La cittadella» di Anton Giulio Majano,«I Buddenbroock» di Edmo Fenoglio e «Il mulino del Po»). Nel cinema le sue «apparizioni» resteranno isolate ed è stato anche sceneggiatore.
Fra le sue interpretazioni a soggetto sacro ricordiamo «Lazzaro», regìa di Ferrero e «Processo a Gesù», regìa di Giovangigli.
È stato chiamato a recitare in mondo visione alcune poesie tratte dall’ultimo libro di Karol Woityla, inoccasione della recente uscita del volume.
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