Associazione

La musica, nel suo incessante divenire, tende a inscriversi in precisi percorsi storici che spesso finiscono per intrecciarsi. Così gli esiti sonori di esperienze compositive anche lontane fra loro, a volte presentano dei sorprendenti punti di contatto.

Il progetto dell'Ensemble Laborintus si rivolge prevalentemente al repertorio del XX secolo e intende cogliere, attraverso uno studio comparato, i punti di contatto fra l'esperienza musicale contemporanea e quella antica. 
Esplorare il passato per capire il presente e studiare il presente per riappropriarsi del passato: un progetto indubbiamente ambizioso ma suggestivo e culturalmente stimolante.

 

Il nome del gruppo è ricavato dal titolo di un trattato medievale sulla metrica latina (la dicitura "Quasi laborem habens intus" è di un anonimo glossatore); il suo ricco gioco di assonanze definisce gli ambiti della ricerca condotta dal gruppo all'interno dei percorsi musicali contemporanei.

All’interno dell’Ensemble Laborintus si è recentemente costituito un gruppo di lavoro che rivolge la sua attenzione al recupero dell’antico repertorio musicale locale, liturgico e non.
Da questo progetto è nata, per la Tintoretto Edizioni in collaborazione con Diastema - Spartiti, la pubblicazione “In nativitate Domini” che raccoglie dieci composizioni di Giovanni Nasco (1510? – 1561) «magister capellae civitatis Tarvisij», integrate con sei meditazioni organistiche originali commissionate dall'Ensemble Laborintus ad altrettanti compositori contemporanei trevigiani.